Piante carnivore: coltivazione, trappole e tipologie in breve

Le piante carnivore o insettivore sono specie che, per adattarsi alla scarsità organica dei terreni in cui sono cresciute, sono state costrette a "mutare" il loro apparato digerente nutrendosi di proteine animali anziché di sostanze nutrienti provenienti dal suolo. Fu addirittura Darwin il primo a dedicar loro nel lontano 1875  un intero trattato. Non stupitevi quindi se il "cibo" di cui avranno maggiore necessità sarà rappresentato, a differenza delle altre piante, da insetti piuttosto che concimi o nutrimenti organici da somministrare nel terreno

Trappole 

 

Trappola ad ascidio: L'insetto viene intrappolato all'interno della foglia a forma di caraffa dove risiedono enzimi digestivi. La Heliampora è una della specie più note con questo tipo di trappola.

Trappola a scatto: esistono due tipi di piante carnivore con trappola a scatto: La Dionaea muscipula che cattura mosche ed insetti e con foglie che sembrano bocche con tanto di denti aguzzi e l'Aldrovanda veniculosa, che è una pianta acquatica molto simile ad un alberello sempreverde e  si occupa dei piccoli invertebrati.

Trappola a colla: Le specie  più note sono la Drosera e la Pinguicola. La prima presenta ghiandole poste all'estremità di lunghe foglie che le fanno assomigliare a tentacoli. La Pinguicola ha ghiandole quasi invisibili ed un sistema digestivo che prevede la creazione di un infossamento della foglia al di sotto della preda.

Trappola ad aspirazione: Il genere dell' Utricularia è l'unico che troviamo con questo tipo di metodo di cattura. Immersa in acqua, è dotata di un sacco interno collegato alla pianta dove un'apertura ermetica si apre e chiude solo in presenza della preda, causando un risucchio rapidissimo e un processo di digestione altrettanto veloce. Darwin lo definì uno "stomaco temporaneo".

Trappola a nassa: questo particolare trappola appartiene alla Genlisea e serve per la cattura di protozoi. Sulle radici, (in genere a forma di Y) si trovano dei piccoli peli che consentono alla preda di entrare in una spirale che la condurrà, senza via d'uscita, fino all'apparato digerente.


Coltivazione

Come anticipato all'inizio, le piante carnivore si sono evolute in terreni organicamente poveri e, proprio per questo motivo, non dovete  aggiungere il terriccio che trovate al supermercato. La terra deve essere priva di sostanze nutrienti e acida, ragion per cui, il composto ideale è da sempre la torba acida da sfango ( si trova in vivaio).

Stesso discorso per l'acqua che non dev'essere quella del lavandino ma quella piovana o, nel caso non riusciate a reperirla, acqua distillata.

Le piante carnivore amano la luce e gli ambienti umidi e, per questo, se non riuscite a creare un luogo adatto alle loro esigenze,potete prendere in considerazione l'idea di farle crescere in piccole serre o semenzai




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