Mirto: il fiore del liquore

Quando sentiamo pronunciare il suo nome la mente corre subito al liquore sardo che tanto successo ha riscontrato nel tempo e che tutti conoscono. In realtà dietro a questo grande successo si nasconde anche un fiore bianco ed una pianta i cui frutti ( le bacche ) vengono utilizzate sia per olii essenziali che per il liquore grazie alle loro proprietà aromatiche.

Usi e utilizzi

Le bacche di Mirto, una volta raccolte, vengono poi destinate a due usi principali ossia quello erboristico e quello "vinicolo". Nel settore erboristico sono state riconosciute al mirto caratterististiche astringenti oltre che balsamiche, antisettiche e antinfiammatorie.

L'utilizzo del mirto in distilleria, invece, è molto noto e, ovunque in Italia e anche al di fuori è noto il sapore di questo aromatico liquore.

Pare si possa fare anche un'ottima marmellata di mirto, che, visto il grande potere aromatico di questa pianta non ci dispiacerebbe assaggiare!


Coltivazione

Questo fiore, ma soprattutto la siepe ornamentale da cui cresce è tipica della macchia mediterranea e cresce spontaneamente in quasi tutta l'area compresa tra Grecia, Spagna, Italia e anche Francia meridionale. I climi temperati favoriscono la sua coltivazione ma qualche gelata, se ben protetta, non dovrebbe dabnneggiarla oltremodo.

Cercate di piantarla in prossimità di qualche muro o comunque in zona riparata accertandovi che sia protetta dai venti e che il terreno sia ben drenato.

La riproduzione può esser fatta per talea o semi (in semenzaio a dicembre) e, sappiate che, se partite da zero, ci vorrà un po' di tempo prima di vedere la pianta formata e fiorita.

Annaffiate dopo che il terreno è completamente asciutto accertantovi che il mirto non resti troppo tempo senz'acqua, mentre per quanto riguarda la raccolta delle bacche il periodo buono è novembre.




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