Piante tropicali: la Clivia

Caratteristiche principali

Clivia è originaria del Transvaal e del Naval, due zone situate nel sud del continente africano. E' stata introdotta in Europa nel XVII, quando vennero eseguite le prime esplorazioni in quei luoghi lontani.

Come la maggior parte delle piante tropicali, Clivia è una varietà sempre verde di grandi dimensioni.

Non è una vera e propria bulbosa, in quanto presenta radici rizomatose spesse e molto resistenti che si espandono in tutto lo spazio lo disponibile. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, questa caratteristica ne favorisce la fioritura.

Le foglie, verdi e nastriformi, sono attaccate a livello della base; sono molto ampie, infatti, hanno una larghezza di 5-7 cm e possono arrivare ad 1 m di lunghezza.

Durante la primavera, iniziano a formarsi piccoli fiori, arancio o bianchi a seconda della specie, raggruppati su un lungo stelo al centro della rosetta di foglie. Le infiorescenze hanno una forma tubolare o a cappella e durano sulla pianta pochi giorni ma vengono rigettati in modo continuo.

Dopo l'impollinazione si formano bacche rosse che maturano con il passare di diversi mesi; all'interno sono presenti piccoli semi.

Coltivazione metodologie

Essendo originaria del sud Africa dove il clima è caldo, molto spesso vengono poste in vaso negli ambienti interni della casa; è possibile coltivarla all'esterno solo se il clima è particolarmente caldo ed umido. Vediamo quali sono le caratteristiche più specifiche.

-Terreno: utilizzare una miscela di terriccio ricco di sostanze organiche, torba e sabbia grossa con un rapporto di 2:1:1. Nonostante tenda a riempire tutto lo spazio del vaso con le sue radici, va rinvasata ogni due anni per non alterare la fioritura successiva. E' preferibile usare vasi in terracotta perché sono molto resistenti e permettono la traspirazione della terra in esso contenuta.

-Irrigazione: durante l'inverno deve essere annaffiata sporadicamente, al contrario nei mesi primaverili ed estivi. Il terriccio deve essere ben umido ma non si devono formare i ristagni d'acqua che farebbero marcire le radici. Vivendo in ambienti umidi, si consiglia di nebulizzare periodicamente le foglie. Se possibile, adagiare la pianta su un sottovaso riempito di piccoli ciottoli per permettere l'evaporazione dell'acqua e per inumidire l'ambiente in cui vive.

-Esposizione: deve essere posta una zona soleggiata ma mai con il sole diretto, poiché i raggi le ustionerebbero le foglie delicate. Quando le temperature aumentano oltre i 15°C, si consiglia di posizionarla all'aperto in un luogo ombreggiato.

Moltiplicazione

Generalmente avviene per divisione dei germogli con almeno 4 foglie; devono essere piantati con il terriccio usato per le piante adulte.

In alternativa, si possono usare i semi dei frutti: ciascuno deve essere interrato in un proprio vasetto per metà della sua lunghezza. Una volta che è germogliato, può essere trapiantato in un vaso più ampio. Questo tipo di moltiplicazione è molto lenta, occorrono, infatti, circa 6 anni per la fioritura.

Potatura

La pianta non necessita di potatura ed è possibile rimuovere le foglie nel caso in cui siano ingiallite o secche per evitare che possano essere un veicolo di malattie parassitarie.

Parassiti o malattie

Clivia è una varietà vegetale molto resistente ma come le altre piante può essere soggetta a parassitosi o malattie.

Ingiallimento delle foglie: deriva da poca o troppa acqua.

Foglie ispessite e di color bronzo: in questo caso sono eccessivamente esposte alla luce.

Macchie scure sulla porzione inferiore della foglia: potrebbe trattarsi di cocciniglia; nel caso in cui siano chiare, si tratta di cocciniglia farinosa.

 

Curiosità varie

Clivia è stata scoperta da William J. Burchell nel sud del continente africano. In seguito, il botanico James Bowie inviò alcuni esemplari in Inghilterra dove vennero studiati. Nel 1828, Lindley, in onore della duchessa Charlotte Florentine Clive, la classificò con il nome scientifico Clivia nobilis e, in seguito, vennero scoperte anche altre specie.

 

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