Come coltivare un piccolo giardino di rose in poco spazio

Tra le soluzioni più apprezzate per avere un piccolo giardino di rose in poco spazio ci sono le roselline, chiamate anche rose in miniatura o lillipuziane. Create nell'Ottocento dalla Rosa chinensis minima, si sono diffuse molto negli ultimi anni: infatti sono apprezzate per la facilità di coltivazione, la rifiorenza e la grande duttilità. Hanno dimensioni ridotte, steli sottili, foglie e corolle piccole. Richiedono inoltre poche cure, potature minime e normali annaffiature e concimazioni. Sono piante resistenti alle malattie e al freddo. Le roselline sono anche molto rifiorenti e spesso dalla vegetazione compatta, adatta per bordure basse, giardini rocciosi e piccole aiuole. Tra le varietà più diffuse ci sono la Mirandolina e la Baby Love: hanno un'altezza massima di 25-35 cm e fiori profumati. 

Coltivazione

Per coltivare le rose e ottenere risultati soddisfacenti sia dal punto di vista della fioritura che da quello della salute degli esemplari si devono seguire alcuni accorgimenti fondamentali. Innanzitutto bisogna considerare con attenzione sia il momento che le modalità della messa a dimora. Nelle regioni a clima mite si procede in autunno, mentre in quelle caratterizzate da inverni freddi è bene effettuare la messa a dimora in primavera. Molto importante è la preparazione del terreno, che deve essere effettuata in anticipo per favorire l'attecchimento degli esemplari. In genere si scavano le buche di impianto circa 15-30 giorni prima della messa a dimora vera e propria. In questo modo il terreno viene arieggiato e si proteggono le radici facendo ossidare alcune sostanze contenute nel terreno. Per avere un piccolo giardino di rose in poco spazio è sufficiente scavare delle buche larghe e profonde 50 cm. Quindi si deve aggiungere alla terra smossa 150-200 grammi di concime specifico per rosai per metro quadrato oppure una buona quantità di stallatico maturo per favorire l'attecchimento e lo sviluppo successivo delle piante. Le rose lillipuziane crescono bene in terreni fertili, freschi, a cui sono stati aggiunti torba, sostanze organiche e sabbia per assicurare un buon drenaggio. Anche per questo motivo bisogna prestare molta attenzione all'irrigazione. Gli apporti d'acqua devono interessare tutto l'apparato radicale e quindi il liquido va distribuito in maniera uniforme intorno alla pianta. Si innaffia abbondantemente due volte alla settimana, soprattutto nel periodo estivo e quando le temperature sono elevate. In ogni caso è fondamentale evitare ristagni idrici che provochino marciumi radicali e la morte degli esemplari. Non si devono bagnare i fiori e le foglie per non favorire la proliferazione di batteri e funghi; inoltre, soprattutto d'estate, è bene concentrare le annaffiature al mattino e nel tardo pomeriggio. In questo modo si evita di ustionare le foglie e di avere alte concentrazioni di umidità. Si consiglia di utilizzare l’acqua piovana o comunque priva di calcare a temperatura ambiente. 

Per ottenere fioriture abbondanti, che interessano tutto il ramo della pianta e non soltanto la punta (come invece avviene spesso), è fondamentale legare correttamente i rami sui graticci. Questa operazione deve tener conto del movimento della linfa all'interno dei tessuti vegetali. Il sistema corretto consiste nel fissare i rami a ventaglio allargato, in modo che siano quasi orizzontali rispetto al terreno. La linfa, tendendo a salire verso l'alto, provoca la formazione di germogli, foglie e fiori per tutta la lunghezza del ramo. In questo modo si ottiene un vero e proprio giardino di rose dalla fioritura abbondante anche in poco spazio, con ottimi risultati dal punto di vista estetico. La disposizione dei rami in senso orizzontale consente anche di mantenere giovane a lungo la pianta: infatti, se viene lasciata libera di crescere verticalmente, in pochi anni i fusti tenderebbero a lignificare. Di conseguenza perdono la vegetazione nella parte inferiore e la mantengono soltanto verso la cima. Le rose lillipuziane nel linguaggio dei fiori simboleggiano il segreto, dato che i petali sono sovrapposti gli uni agli altri e formano una specie di scrigno.

 

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