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Kokedama: i giardini sospesi giapponesi

La millenaria cultura orientale esercita da sempre grande fascino in tutti noi, dalla storia all'arte, dalla scrittura alle arti figurative. Anche nell'ambito delle piante e dei fiori, chi non conosce l'affascinante arte del bonsai o le splendide immagini delle fioriture dei ciliegi in Giappone, tanto che esiste addirittura un termine ("hanami") per indicare proprio l'ammirazione dei fiori.
Tutti conosciamo l'arte del bonsai, la capacità di far crescere in un piccolo vaso, vere e proprie opere della natura in miniatura, sapientemente plasmate nei rami e nei tronchi dalle precise mani dei maestri di questa arte.

Se l'arte del bonsai ha trovato ampia diffusione e milioni di estimatori é stato anche grazie alla possibilità di occupare spazi ridotti e di abbellire angoli delle nostre abitazioni e dei nostri giardini, ma non é la sola arte che ci permette questo. I kokedama, la cui letterale traduzione è "perle (o palle) di muschio" nascono circa 4 secoli fa in Giappone come specifico metodo di coltivazione di molte piante, forse con l'intento originario di consentire una ammirazione completa del bonsai estraendolo dal suo vaso. Possiamo considerarli infatti come una sorta di bonsai coltivati però, e qui sta appunto la peculiarità, senza il vaso.
Molte sono le piante, verdi o fiorite, che si prestano a tecnica di coltivazione che ha trovato particolare successo laddove gli spazi disponibili siano limitati.

Coltivazione

Questa metodologia di coltivazione delle piante é relativamente semplice, si parte infatti dalla kokedama appunto, ovvero la palla di terriccio rivestita di muschio nella quale verranno messe a dimora le radici della pianta. Attenzione particolare va posta al terriccio, esso dovrà essere fangoso e di tipo argilloso proprio per garantire un buon drenaggio. Terriccio ed argilla vanno quindi impastati ed amalgamati con un po' di acqua fino a realizzare una palla della dimensione di una arancia. In tale palla dovranno poi essere inserite le radici della pianta facendo attenzione che non fuoriescano dalla sfera, che potrà essere naturalmente rimodellata in questa fase per mantenere la forma sferica. A questo punto avvolgete la palla con il muschio e utilizzando uno spago fissatelo alla sfera di terriccio compiendo dei giri lungo tutta la circonferenza. Non resta altro da fare che appendere ora la pianta.

Se in un primo periodo la pianta apparirà sofferente, nulla di cui preoccuparsi, si tratta semplicemente di una naturale fase di assestamento. Superata tale fase sarà importante garantire stabilità alla pianta evitando quindi spostamenti anche brevi, ad esempio per innaffiarla: in questo caso è infatti preferibile vaporizzare dell'acqua piuttosto di immergere la sfera direttamente in acqua. Naturalmente nella scelta della pianta optate per piante che possano vivere bene nell'ambiente in cui la collocherete, tenendo conto soprattutto della luminosità necessaria. Tenete monitorato il terriccio per evitare la comparsa di muffe sul muschio e non esagerate con le innaffiature, per non indebolire la pianta rischiando, soprattutto nei periodi meno caldi, un pericoloso rischio di marciume sul colletto della pianta.

Significato e simbologia

Un kokedama può essere la giusta soluzione non solo per abbellire gli spazi della vostra casa con un tocco zen, ma anche per una idea regalo di sicuro effetto che saprà stupire chiunque. Che sia un messaggio di amore con un garofano rosso o di una vera amicizia con una delicata primula, i vostri kokedama diventano anche messaggeri dei vostri sentimenti.

 

 

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