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Ipomea: il fiore che incanta

Un fiore è un'opera d'arte della natura e, a volerla dire con le parole dello scultore e pittore francese François Auguste René Rodin, i fiori si fanno fautori di un dialogo tra l'artista e la natura e lo fanno proprio attraverso la loro conformazione; la piega aggraziata dei loro steli e le sfumature dei loro petali veicolano verso l'artista la parola di madre natura. È così che, l'Ipomea, più conosciuta come campanella, offre all'occhio di chi la osserva risultati decorativi di spessore trasmettendo messaggi di bellezza in paesaggi il più delle volte rovinati dalla mano dell'uomo.

Ipomea: le caratteristiche di un fiore che incanta
Appartenente alla famiglia delle piante Convolvulaceae, presenti soprattutto nelle aree tropicali, la maggior parte delle Ipomee è rampicante. Questi fiori che si caratterizzano per la loro forma a campanella possono essere perenni oppure annuali.
Fanno parte delle ipomee perenni la specie bonariensis, quella pandurata e la alba. A tal proposito è però doveroso precisare che queste ipomee prediligono solamente aree in cui i mesi invernali si presentano miti.
Appartengono invece alle specie annuali la ipomea purpurea, la versicolor e la quamoclit. Queste specie presentano uno sviluppo molto rapido e il loro periodo di fioritura copre i mesi che vanno da giugno a ottobre. Il colore dei loro fiori va dal rosa al viola, all'azzurro al rosso. Fra le Ipomee più amate dal grande pubblico c'è l'Ipomoea purpurea. Un fiore delicatamente vistoso e piuttosto ornamentale, che con le sue campanelle color porpora e le sue foglie cuoriformi dà vita a incantevoli cascate in grado di coprire tralicci fino a 2 metri d'altezza.

Come coltivare l'ipomea a casa propria
Le Ipomee sono fiori facili da coltivare, ma necessitano di essere piantate in spazi soleggiati e riparati dalle correnti. Quello in oggetto è un fiore poco esigente, che non necessita di terreni particolari, ovviamente se seminata in un terreno fertile e leggero la pianta sarà più rigogliosa. Tuttavia, è necessario che il terreno sia ben drenato: l'Ipomea di fatto è una pianta che soffre davanti ai ristagni ed è coltivabile sia a terra che in vaso, a patto che quest'ultimo sia profondo. Oltre a ciò, ogni pianta, per dare una fioritura abbondante e rigogliosa necessita anche di un'ampia superficie, infatti dovrebbe trovare dimora in uno spazio minimo di 28 centimetri diametro.
Queste piante devono essere seminate in primavera, nonostante ciò, se si vuole ottenere una fioritura anticipata, è possibile seminarle in vaso tra febbraio e marzo; ovviamente il vaso deve essere tenuto rigorosamente al coperto. Dopodiché, quando l'Ipomea raggiunge i 5 centimetri di altezza dovrà essere trapiantata o sul terreno o in un bel vaso capiente. Qualora invece i semi dell'ipomea dovessero essere piantati in primavera, prima della loro semina è consigliabile tenerli in ammollo in acqua tiepida per un lasso di tempo di 24 ore. Trascorso il tempo indicato, i semi saranno pronti per essere interrati. Germoglieranno dopo tre settimane circa.
Una volta seminata l'Ipomea necessita di ricevere innaffiature costanti, solo così il terreno che la accoglie rimane sempre umido, ma non stagnante. Questo per quanto concerne il periodo estivo, nei mesi invernali, invece, il terreno deve risultare quasi asciutto. Inoltre, la pianta non necessita di alcuna potatura, e si riproduce grazie alla moltiplicazione dei semi. Ogni anno l'Ipomea permette a chi la coltiva di raccogliere una quantità importante di semi, che potranno poi essere riseminati.
Un discorso a parte merita la concimazione, che va eseguita ogni 2 o 3 settimane. Il concime più indicato è quello in cui sono presenti tutti gli elementi fondamentali alla crescita rigogliosa dell'Ipomea, ovvero: il fosforo (P), il rame (Cu), l'azoto (N), il potassio (K), il ferro (Fe), il magnesio (Mg), il boro (B), lo zinco (Zn), il manganese(Mn) e il molibdeno (Mo).

Ipomea: malattie e cure
L'attacco più ricorrente da parte dei parassiti all'Ipomea è dovuto all'eccessiva innaffiatura, in questo caso le foglie assumeranno una colorazione gialla. Per salvare la pianta il miglior rimedio è diminuire il numero delle innaffiature. Tuttavia, le foglie possono ingiallirsi anche se il terreno è troppo secco, se così fosse le innaffiatura andranno aumentate, badando sempre a evitare i ristagni.
Ma non è ancora tutto, perché l'Ipomea è soggetta all'aggressione degli afidi e degli acari. A essere prese di mira solitamente sono le piante più giovani. Per contrastare il problema è necessario utilizzare un antiparassitario dedicato.

Ipomea: curiosità
Nonostante venga chiamata anche bella DI giorno per la sua peculiarità di chiudere i petali al calar del sole, c'è un'Ipomea che, invece, al contrario delle sue sorelle, schiude i suoi fiori bianchi e profumati proprio la notte, si tratta della specie bonae-noctis.

 

 

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