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Aechmea: la pianta dell'orgoglio e della tenacia

L'Aechmea è una pianta facente parte della famiglia delle Bromeliaceae ed è tipica delle foreste tropicali dell'America centrale e meridionale, in particolare di quelle brasiliane dove fu scoperta nel 1826.
In natura è una pianta epifita, cioè cresce aggrappandosi letteralmente agli alberi e trova il proprio nutrimento nei detriti situati nelle cavità del legno.
Dall'origine del nome si possono capire le caratteristiche della pianta: deriva dal greco aichme che significa "punta" in riferimento proprio alle spine presenti ai bordi delle foglie e delle brattee. L'Aechmea è infatti composta da grandi foglie dure e seghettate ai margini, disposte in modo da formare una rosetta centrale, dove viene incanalata l'acqua. Quando la pianta raggiunge la piena maturità sboccia con un'infiorescenza composta da brattee, cioè le foglioline protettive del fiore inizialmente blu e poi rosa o rosse o arancioni, tra le quali fanno poi capolino fiorellini azzurri.

Come coltivarla
L'Aechmea deve essere tenuta in un luogo luminoso ma non alla luce diretta, così come è bene non porle vicine a fonti di calore o a correnti fredde: predilige infatti temperature non superiori ai 25° e non inferiori ai 10°.
Il terreno deve essere ben drenato ma soprattutto ricco di sostanze organiche: è quindi consigliato arricchirlo di torba, corteccia e foglie.
L'innaffiatura deve avvenire con acqua a temperatura ambiente priva di cloro e calcare (perfetta quella piovana oppure acqua e aceto precedentemente bollita) ma è importante che non vi siano mai ristagni di acqua: l'unica eccezione riguarda la rosetta centrale che, se l'infiorescenza non c'è ancora, deve sempre essere colma di acqua da cambiare spesso.
L'Aechmea fiorisce una sola volta e poi muore, ma i germogli che crescono attorno al fusto della pianta, estirpati quando la pianta madre ha finito di fiorire e piantati in un terriccio composto da sabbia e torba, daranno in 3 anni circa una nuova pianta.

Le malattie più comuni e i rimedi
Una cattiva cura della pianta, comunque resistente, può comprometterne la vita stessa: ad esempio se il fusto e le radici marciscono o le foglie sono pallide vuol dire che ha ricevuto troppa acqua, se invece il fogliame si scurisce ai bordi vuol dire che di acqua ne ha ricevuta poca.
Nel caso l'Aechmea sia stata colpita da cocciniglia, bisogna pulirla con dell'ovatta imbevuta di alcool o, se è grande, lavarla interamente con acqua e sapone neutro stando però attenti a risciacquarla per bene.
Sarebbe consigliato invece usare un insetticida nel caso la pianta sia stata colpita dal fastidioso ragno rosso che causa accartocciamento delle foglie e una ragnatela tra le foglie.

Curiosità sull'Aechmea
L'Aechmea, nel linguaggio dei fiori, simboleggia l'orgoglio ma anche la tenacia nell'affrontare i problemi della vita.
Al di là del significato poetico, questa pianta ha un ruolo davvero importante nell'ecosistema, sia in ambiente naturale che in casa. In natura infatti, nell'acqua che si raccoglie nella rosetta centrale, vivono piccoli insetti e girini che costituiscono essi stessi sostentamento per mammiferi e uccelli.
Possedere invece un'Aechmea in casa consente di avere un'aria depurata e umidificata, contribuendo dunque ad eliminare i vapori dannosi e migliorando l'ambiente in cui l'uomo vive.

 

 

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