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Papavero blu: il fiore nazionale del Buthan

Dall’aspetto particolare e dalle tonalità inusuali, il Meconopsis betonicifolia, meglio conosciuto con il nome di Papavero blu, è una pianta originaria delle regioni montuose dell’Asia, dell’Alaska e della Scozia, caratterizzata dagli inconfondibili petali azzurri o blu che ricordano il comune papavero rosso. Questa pianta poco diffusa raggiunge, in media, l’altezza di 1-1,2 m con un unico stelo da cui si sviluppano le foglie nella parte basale e i fiori in quella apicale. Il fogliame è contenuto e cresce lungo il fusto, i tessuti presentano una colorazione verde al tatto è possibile percepire la fine peluria che li ricopre. Essendo una pianta perenne, il Papavero blu può sopravvivere alle temperature rigide dell’inverno e vivere alcuni anni prima di scomparire. Ad ogni primavera, dalla parte superiore dello stelo sbocciano molti fiori che possiedono circa 4-5 petali ciascuno di colore blu intenso. In alcuni casi possono avere anche tonalità gialle o rosse.

Coltivazione del Papavero blu
Provenendo da zone fredde, il Papavero blu presenta una metodologia di coltivazione piuttosto complicata in quanto si tratta di una pianta complicata in tutte le sue fasi, dalla crescita alla fioritura. Una problematica che bisogna evitare affinché non muoia è l’esposizione ai raggi solari diretti soprattutto nel periodo estivo. Dal momento che vive in zone dove il clima non è clemente per quanto riguarda le temperature, è meglio optare per una collocazione in un posto ombreggiato altrimenti si corre il rischio che la pianta perda i fiori o che, addirittura, perda vitalità fino al disseccamento. L’irrigazione del Papavero blu deve essere costante sin dalla primavera fino all’autunno poiché è una pianta amante dell’acqua e la scarsità idrica è poco tollerata. Mantenendo il terriccio sempre umido ma non inzuppato si possono ottenere degli ottimi risultati nella crescita della pianta. Volendo, nello stesso periodo è possibile mescolare all’acqua per innaffiare del concime liquido da somministrare fino ad ottobre. Questa pianta può essere, infine, coltivata su un terriccio leggero, ricco di humus, con un pH acido e mai asciutto.

Malattie e cure del Papavero blu
Generalmente, il Papavero blu non soffre di particolari avversità o patologie, tuttavia ci sono degli insetti piuttosto pericolosi che possono indebolire la pianta mangiando le foglie e le radici sino a portarla alla sua morte. In particolare, i tripidi, l’oziorrinco e le lumache sono ghiotti di questo fiore tanto che arrivano a ripulire totalmente le piante dai tessuti. Per evitare che ciò avvenga bisogna intervenire immediatamente con insetticidi differenti per garantire la protezione sufficiente a tenere lontani i parassiti.

Curiosità sul Papavero blu
Con le piante di Papavero blu seminate a primavera, è preferibile impedir loro di fiorire almeno nel primo anno recidendo il fusto alla base. Questa operazione serve per preparare i boccioli dell’anno successivo, più ampi e in numero maggiore. Sembrerebbe che questa specie sia stata importata dallo stato del Nepal sul finire dell’800 in Italia dove però il clima caldo non ha favorito la sua diffusione eccetto nelle zone più fresche, come quelle alpine, dove ci sono più possibilità di coltivare questo papavero. I Papaveri blu si possono trovare fino  a quasi 1700 m slm, un'altezza che impedisce la crescita di moltissimi altri vegetali.

 

 

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