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Brugmansia: il trombone degli angeli

Le meraviglie della natura non finiscono mai, e questo è il caso della Brugmansia, di cui oggi vedremo la storia. Partiamo "dalle radici" di questa pianta: a prima vista e a un occhio poco esperto, chi viene in contatto con questa pianta, potrebbe associare a fatica i suoi enormi fiori con alcuni degli elementi più famosi della specie a cui appartiene, le Solanacee. Le Solanacee formano una delle più ampie famiglie di vegetali, che proprio grazie alla loro diffusione sul nostro pianeta, nel corso della storia sono state spesso impiegate in usi anche molto comuni, come ad esempio in cucina. Alcune tra le Solanacee più famose sono infatti il pomodoro, la patata, la melanzana e il peperone: diffusi nelle culture alimentari di quasi tutto il mondo, sono tra i vegetali che animano con i loro colori e sapori i nostri piatti di tutti i giorni.

Caratteristiche

 

Nella famiglia della Solanacee, all'interno del genere Brugmansia sono comprese diverse specie a carattere legnoso, tra cui piccoli alberi spesso dai fusti molto ramificati e qualche arbusto. Le foglie tipiche di queste specie risultano spesso pelose e sono a fillotassi alterna.
La Brugmansia arborea, conosciuta anche con il nome di stramonio arboreo, è una pianta di tipo arborescente che appartiene alla "famiglia allargata" del mondo vegetale, le Solanacee. Inizialmente classificata all'interno del genere Datura, fu Christiaan Hendrik Persoon nel 1805 a trasferire questa pianta in un genere separato, la Brugmansia. La scelta del nome mirava a rendere omaggio al naturalista olandese Sebald Justinus Brugmans, compatriota di Persoon.
Essa possiede un fusto irregolare che può superare i cinque metri di altezza. Il colore del fusto è un marrone-brunastro, che tende a virare verso tonalità di verde all'avvicinarsi ai rami. Grandi e numerose, le foglie, che, come abbiamo visto possono essere pelose, sono di forma ovata, che verso l'apice tende ad assumere un contorno di tipo lanceolato.
La vera particolarità di questa pianta sono i suoi fiori dall'aspetto curioso. Sono penduli, di una tonalità a metà tra il bianco e il giallo pallido (oppure anche fino al vermiglio) e particolarmente prominenti: possono raggiungere infatti i 30 centimentri di lunghezza. È questa la caratteristica che è valsa all'arbusto tropicale il soprannome di "trombone degli angeli". Il frutto dello stramonio arboreo consiste in una bacca dalla texture spugnosa, che contiene a sua volta svariati semi.

Coltivazione

 

Sono elencate sette specie di Brugmansia, tutte considerate naturalmente estinte. Ad oggi però, grazie a una meticolosa reintroduzione, queste piante si sono ri-naturalizzate in molte aree, dove si apprezzano particolarmente come ornamentali. Nonostante le origini tropicali, la Brugmansia viene impiegata spesso nel nostro paese per abbellire terrazze e
spazi verdi. Per prendersene cura in maniera ottimale, basterà ricordarsi che la pianta andrà bagnata regolarmente solo durante i mesi più caldi, con cadenza settimanale, mentre nel corso del resto dell'anno si potrà irrorare con molta meno frequenza, pur senza mai arrestare il processo. Un discorso diverso va invece fatto nel caso in cui la pianta sia coltivata in vaso: ecco che gli annaffiamenti dovranno essere di certo più consistenti e frequenti.

La sua sistemazione ideale è in luogo soleggiato, esposto al sole ma riparato da eventuali correnti d'aria, perché mal sopporta temperature rigide. Ecco perché nel periodo invernale andrà riparata con cura, con dei teli o spargendo fogliame disseccato. La Brugmansia può cadere vittima di patologie di origine fungina, che possono essere causate in presenza di umidità o terreno bagnato. Inoltre, può essere attaccata dai parassiti, come ad esempio la mosca bianca: in questo caso si dovrà pulire attentamente la pianta e usare prodotti bio a base di piretro.

Curiosità

 

a scopolamina, sostanza altamente tossica. Questa specie era infatti impiegata dalle popolazioni indigene per preparare un ottimo veleno per la caccia.

 

 

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