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Capparis spinosa: utilizzo, coltivazione e curiosità del cappero comune

Capparis Spinosa è un piccolo arbusto a portamento ricadente e cespitoso, costituito da una fitta rete di foglioline carnose di color verde e da pochi ma vistosamente grandi fiori, chiamati Cucunci costituiti da quattro petali bianchi e quattro sepali verdi. I frutti di questo particolare arbusto, hanno una forma allungata e si presentano di colore verde, mentre al loro interno sono costituiti da una polpa decisamente violacea, nella quale vengono custoditi i semini di colore nero o verdognolo. Una volta maturo il frutto si apre in orizzontale. Capparis Spinosa è una pianta molto antica, probabilmente secoli, le terre che presentano questa varietà di flora sono quelle caratterizzate da un clima nettamente tropicale o sub tropicale, costituito da temperature gradevoli e calde in tutti i mesi dell’anno. Nello specifico questa pianta trova maggior diffusione nei paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo, come l’Africa settentrionale e l’Europa meridionale.

Coltivazione e precauzione

Capparis Spinosa è un arbusto che nasce solitamente in modo spontaneo, in ambienti soleggiati e in terreni al quanto calcarei. Per quanto concerne la coltivazione, si può tranquillamente affermare che non ci sono precauzioni precise per lo sviluppo della pianta, gli unici aspetti fondamentali sono una buona esposizione al sole e terreni sabbiosi misti a frammenti di calcinacci. La pianta non necessita di molta acqua. La fioritura avviene maggiormente nei mesi di maggio e giugno, mentre con il sopraggiungere della stagione autunnale inizia a scemare, fino ad arrestarsi del tutto in inverno. Quando è ancora giovane il Cappero deve essere protetto dal vento ed innaffiato più frequentemente, mentre in età adulta resiste maggiormente alla siccità e all’esposizione al sole. Essendo una pianta rustica non è soggetta a malattie, può accadere però che le foglie ingialliscano e perdano la loro vivacità naturale, per questo è importante potare i rami secchi ed eliminare le foglie gialle. La tecnica migliore per piantare il Cappero avviene tramite talea, ovvero mettendo all’interno di un vaso un rametto della pianta lungo circa 6/7 cm, lasciandolo crescere per circa un anno in un terriccio fatto di torba e sabbia, dopo tale periodo, in primavera si può spostare nel terreno. Il metodo di coltivazione per seme non è invece molto funzionale.

Curiosità

Il frutto della pianta è il cappero, rinomato per i suoi usi in cucina. Questi boccioli dei fiori si raccolgono ancora chiusi e si conservano macerati sotto sale, olio o aceto. Le proprietà aromatiche del cappero sono conosciute in Italia come anche in molti paesi esteri, il cappero è utilizzato per esaltare le pietanze a base di carne, di pesce ma anche piatti di verdura. Una varietà di cappero eccellente è quella di Pantelleria, un prodotto IGP Indicazione Geografica Protetta. Della pianta di cappero però vengono altresì impiegate in cucina anche le foglie giovani usate come insalata, mentre la corteccia e le radici vengono sfruttate per le loro proprietà diuretiche e protettive dei vasi sanguigni. Una curiosità molto interessante è il fatto che la Capparis Spinosa veniva usata in antichità, intorno al 1.500 per le sue proprietà afrodisiache, molti uomini ricorrevano al cappero per aumentare la loro virilità.

 

 

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