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Dolico egiziano, lablab: coltivazione, cura e curiosità

Caroline Léna Becker [CC BY 3.0 (https://creativecommons.org/licenses/by/3.0)], from Wikimedia Commons

Appartenente alla famiglia delle Fabaceae, questo genere si comprende di due sole specie. Il Lablab (nome scientifico) è infatti una varietà rara, che però trova nella varietà purpureus delle applicazioni come pianta destinata ad essere usata in cucina, dove viene combinata con delle spezie. Diffusa particolarmente in India, questa pianta è però in realtà di origini africane. Nel continente di provenieza essa risulta però decisamente meno conosciuta. In generale, queste piante sono perenni annuali oppure di breve durata. Al contrario, la specie selvatica risulta essere perenne. Gli steli, particolarmente robusti, sono in grado di raggiungere i 6 metri di lunghezza. Le foglie sono composte da tre piccole foglioline appuntite che possono essere lunghe fino ad una quindicina di centimetri e pelose sul lato inferiore. Alcune cultivar hanno fiori bianchi, mentre altre possono presentare sfumature tendenti al violaceo o blu. Il frutto è un baccello di legumi variabile per forma, dimensione e colore. Di solito è lungo diversi centimetri: da viola brillante a verde pallido, esso può contenere fino ad un massimo di quattro semi, che a loro volta possono essere bianchi, marroni, rossi o neri a seconda della specifica cultivar. Infine, va notato che tutti i frutti della pianta sono commestibili ed essa trova una principale applicazione alimentare.

Coltivazione


Il Dolico egiziano presenta un bassissimo fabbisogno d'acqua. Al fine di migliorare l'irrigazione, è consigliabile impostare alcuni fossati, che andranno scavati tra le diverse file della pianta. Questo perché, come molte specie di verdure, il Dolico egiziano non gradisce un'innaffiatura dall'alto. È importante inoltre estirpare con regolarità tutte le erbacce che potrebbero finire con il sottrarre importante forza vitale alla pianta stessa. L'habitat ideale del Dolico egiziano è sul terreno del giardino, che deve essere assolutamente ricco di humus. Trova una perfetta esposizione in un luogo molto assolato, che consente alle piante di ritrovare le originali condizioni tropicali.

Malattie e cure


Questa pianta può essere soggetta all'azione di un agente patogeno. Al fine di evitare i danni che il fungo potrebbe causare alla pianta si raccomanda una costante osservazione della pianta stessa e, qualora si notassero i primi segni di un'infestazione o malattia, sarà necessario agire in maniera tempestiva, proteggendo con prodotti specifici.

Curiosità


Al giorno d'oggi, il dolico egiziano viene coltivato soprattutto come foraggio nei paesi meno sviluppati, mentre nei paesi più sviluppati esso viene impiegato principalmente come pianta ornamentale. Rientra sicuramente tra le piante medicinali più utilizzate ed alcuni suoi utilizzi impropri possono risultare tossici, soprattutto in virtù di un metodo di cottura non corretto. Più di tutto, esso permette, grazie alla sua sostenibilità, di migliorare il regime alimentare dei paesi poveri, favorendo al contempo lo sviluppo rurale ed una gestione ottimale del territorio. Infine, i semi vengono utilizzati, grazie al loro alto valore proteico, per realizzare il tofu e il tempeh, sostituti della carne.

 

 

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