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Kalmia: caratteristiche, cure e curiosità

Foto di Petra Zwaan da Pixabay

 

Arricchire il proprio giardino con la Kalmia è un’idea originale, peraltro, anche funzionale: si tratta di una pianta perenne ed ornamentale che permette di ricreare degli scenari davvero suggestivi grazie alle dimensioni e ai colori dei fiori. In particolare, la Kalmia è una pianta acidofila sempreverde che fa parte della famiglia delle ericacee, proveniente da alcuni territori del Nord America. La Kalmia è molto apprezzata per foglie che si presentano di colore verde scuro e che hanno una forma affusolata, per certi versi ovale. Tra l'altro, si sviluppa formando degli arbusti dalle dimensioni notevoli e con una serie di rami capaci di coprire spazi importanti. L’ideale è giocare al meglio con queste sue caratteristiche per ottenere una vera e propria scenografia all'interno del giardino, anche in virtù dei fiori che sono raggruppati in grappoli di colorazione che può andare dal rosa fino al bianco. Cosa interessante dal punto di vista estetico è che questi fiori presentano all'interno una sorta di segmenti che li fanno apparire come se fossero stati ricamati con grande maestria.


Metodologie di coltivazione

La coltivazione della kalmia è piuttosto semplice, l'importante e posizionarla in una zona specifica per poter soddisfare le sue caratteristiche. Essendo originaria delle zone settentrionali dell'America, necessita di uno spazio verde in cui le temperature non siano eccessive, altrimenti si rischia di farle ustionare nel giro di pochi giorni. Sono adatte soprattutto a zone in cui le temperature durante il periodo estivo non sono eccessive, mentre non rappresenta un problema per gli inverni gelidi. Da un punto di vista del terreno bisogna scegliere una zona in cui ci sia un ph acido almeno pari a 6,5 e ben drenato. Se si vuole coltivare questa pianta in vaso per posizionarla sul terrazzo, magari sul balcone, si può scegliere un terriccio universale in abbinamento con la torba e della pietra di pomice. L'unico aspetto che bisogna soddisfare assolutamente nella coltivazione è quello di prevedere annaffiature abbastanza frequenti, soprattutto durante i mesi primaverili e estivi. Bisogna fare anche molta attenzione nel periodo della fioritura: il consiglio è quello di preferire quando possibile acqua piovana oppure acqua distillata. Per quanto concerne la concimazione durante il periodo estivo bisogna prevedere un concime liquido almeno una volta ogni tre settimane che va diluito con dell'acqua durante le annaffiature.


Malattie e cure

Come tante altre tipologie di piante anche la Kalmia purtroppo deve fare i conti con diversi parassiti e patologie: può essere attaccata da una malattia conosciuta come mal bianco in cui sulle foglie si vedono delle polveri di colore biancastro che hanno quale principale conseguenza quella di compromettere la crescita. Può fare i conti anche con il marciume radicale che comporta la morte per asfissia e l'ingiallimento delle foglie causato da un terreno a ph molto acido. Le cure più adeguate per evitare tutto questo prevedono durante il periodo invernale la protezione della parte bassa della pianta con della pacciamatura di paglia. Se, invece, ci si rende conto che le foglie stanno ingiallendo, bisogna provvedere ad inserire nel terreno una soluzione di solfato di ferro, scegliendo sempre l'acqua piovana per l'annaffiatura.


Curiosità

Tra le curiosità legate alla Kalmia occorre sottolineare che si tratta di una pianta velenosa e tossica sia per l’uomo che per gli animali. Insomma, bisogna evitare che in qualche modo possa essere ingerita.

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